Open Day - La grande famiglia delle crucifere

OPEN DAY La Grande Famiglia delle Crucifere

L’autunno ed i mesi più freddi portano con se tanti ortaggi, che oltre a essere gustosi, sono anche molto salutari. Stiamo parlando della grande famiglia delle crucifere, conosciute anche come brasicaceae. Anche questo termine è un po’ ostico? Allora facciamo qualche esempio: cime di rapa, broccoli, cavolfiori, cavolo riccio, cavolo rapa, cavoletti di Bruxelles, senape, rucola, ravanelli, friarielli, il daikon, i mugnuli e tanti altri!!

Riconosciamo queste varietà grazie alla forma dei petali quando si schiudono. Sono quattro e si aprono simmetricamente formando una croce. Ma in Puglia, soprattutto se parliamo di cime di rapa, i fiori non arrivano mai a sbocciare, perché le cosiddette rosette sono la parte commestibile più apprezzata.

La Grande Famiglia delle Crucifere fiore

L'Open Day

Il nostro open day si è tenuto presso gli orti periurbani Giardini della Grata, gestiti col metodo biologico e biodinamico dalla Solequo Coop a r.l., capofila di Le Stagioni di Ostuni.
Il Presidente, Antonio Capriglia, ha introdotto il il luogo con la sua storia e la sua evoluzione. Un luogo dove per secoli si è coltivato in aridocoltura, dove si è impiegato ogni centimetro di terra, e ricavatone ulteriore grazie ai terrazzamenti realizzati con materiali edilizi di risulta (principalmente pietre) della circostante zona Settecentesca e Ottocentesca. Questo è il motivo per cui la composizione prevalentemente calcarea del suolo.

L’acqua piovana veniva ingegnosamente canalizzata e condivisa tra i contadini. I più fortunati la stoccavano in cisterne, che si è scoperto in tempi recenti essere antiche tombe messapiche. L’intera area degli orti periurbani di Ostuni è sottoposta a vincolo archeologico.

L’intervento della Solequo

Da quando la cooperativa ha iniziato a gestire i terreni nel 2014  la sostanza organica è aumentata dallo 0,5% al 3,8% nel dicembre 2019. Per arrivare a questo risultato è stato necessario lavorare molto per ripristinare la sostanza organica, attraverso i sovesci, l’inerbimento controllato, l’introduzione di letame maturo e pellettato, di humus di lombrico e di cumuli compostati.

Un suolo così composto  trattiene l’acqua e l’umidità molto di più, quindi consente di coltivare agevolmente da settembre a giugno, lasciando a riposo alcuni terreni, e coltivando pomodori da serbo e carciofi in riproduzione.

Il miglioramento del terreno è stato attuato negli anni grazie anche alla coltivazione di varietà di crucifere autoctone pugliesi. Le sostanze rilasciate dall’apparato radicale delle crucifere riequilibrano il terreno, oltre che a sanificarlo naturalmente rispetto ad alcuni parassiti.

Il contributo del nutrizionista

Durante la visita degli orti è intervenuto il Dott. Agostino Grassi, che ci ha spiegato come gli ortaggi, ed in particolare le crucifere, devono essere preparate e consumate affinché ci diano un beneficio nutrizionale e salutistico. Le proprietà delle cime di rapa, ad esempio, vengono meglio assimilate se accompagnate da olio extravergine d’oliva, meglio se stufate, poiché i lipidi si fanno trasportatori delle sostanze per la nostra assimilazione.

La degustazione

Al termine della visita degli orti, abbiamo degustato un’interessante preparazione di ortaggi crudi come cavolfiori, finocchi, puntarelle conditi con l’olio extravergine d’oliva della Solequo.

Le foto

Iniziativa realizzata grazie a:
P.S.R. Puglia 2014/2020 Misura 16 – Cooperazione.
Operazione 16.3.2 “Creazione nuove forme di cooperazione per lo sviluppo e/o commercializzazione di servizi turistici”.
Beneficiario “Le Stagioni di Ostuni Società Consortile a Responsabilità Limitata”

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